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Visto il grave aumento del rischio sanitario che deriva dalla pandemia di coronavirus (SARS-Cov-2), il governo polacco ha deciso di introdurre lo stato di emergenza epidemiologica. Dalla notte del 14 marzo la Polonia chiude le frontiere fino al 13 aprile, vietando l’ingresso di tutti i cittadini stranieri. I cittadini polacchi che si trovano al momento all’estero possono tornare in patria, ma devono sottoporsi a una quarantena obbligatoria domiciliare. Escluse dalle restrizioni di rientro su territorio polacco restano anche le persone con cittadinanza straniera, ma legate con vincoli di parentela con un cittadino polacco (coniugi, figli), chi possiede la residenza in Polonia, un permesso di lavoro o il documento di riconoscimento noto come la Carta del Polacco (Karta Polaka).

In linea con questa decisione, vengono sospesi tutti i voli e i collegamenti ferroviari internazionali.

Da sabato 14 marzo inoltre, nei centri commerciali resteranno aperti solo i negozi di prima necessità: gli alimentari, le farmacie e le parafarmacie, le lavanderie. Le norme sulla quarantena non comprendono le persone atte a fornire i negozi e trasportare generi alimentari, pertanto non vi è pericolo di esaurimento delle scorte alimentari nei negozi.

Chiudono tutti i ristoranti, pub, club, bar e casinò. Non sarà possibile recarvisi, alcuni faranno consegne a domicilio. Chiuse anche le palestre, piscine, scuole di ballo, fitness club, musei, biblioteche e i cinema. Il periodo di chiusura potrebbe essere prorogato.

Le Autorità polacche hanno deciso anche di limitare la possibilità di raduni di persone. Questo comprende raduni di carattere pubblico, nazionale o religioso, sia al chiuso che all’aperto.

Vista la proclamazione dello stato di emergenza epidemiologica, il Ministero degli Affari Esteri ha attivato l'infolinea dedicata per avere informazioni sull'attraversamento delle frontiere polacche.
Il numero è +48 22 523 8880

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