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Sono passati oltre duecento anni dall’inaugurazione del primo museo polacco, il “Tempio della Sibilla” di Puławy. Oggi i musei sono quasi tutti strutture all’avanguardia, interattive. Vi si parla del mondo, stimolano la curiosità, fanno sorridere. In molti casi sono frutto di passione individuale.

Nello stupefacente Museo dell’Insurrezione di Varsavia il dramma di quelle giornate d’agosto del 1944 viene amplificato dal rombo dei bombardieri, dalle esplosioni delle bombe. Il visitatore ha la possibilità di “parlare” al telefono con gli insorti, ascoltarne i racconti. Ne segue le orme lungo i canali fognari. Stacca ad uno ad uno i fogli del calendario dell’Insurrezione e li porta con sé come ricordo.

Nel Museo della Carta, a Duszniki Zdrój, il visitatore ha modo da solo di scolare l’acqua dalla pasta di cellulosa, adagiarla sulla tela e caricarla sul torchio fino a ottenere dei fogli di carta feltrati a mano. Esattamente la stessa tecnica utilizzata secoli fa.

I percorsi possibili sono infiniti. I musei biografici ci fanno conoscere l’ambiente in cui vissero i personaggi illustri, i loro strumenti di lavoro: l’astronomo Niccolò Copernico (Frombork), lo scrittore Kornel Makuszyński (Zakopane), il drammaturgo, poeta e pittore Stanisław Wyspiański (Cracovia), il pittore primitivista Nikifor (Krynica).

I musei etnografici ci fanno riscoprire, spesso in maniera pratica, usanze ormai dimenticate. A Kluk nello skansen, museo all’aperto, è ricostruito un antico villaggio della regione di Słowińsk dove si tesse ancora la tela sui telai, si fila con l’arcolaio, si lavora il burro e si cuoce il pane in forme centenarie.

Di particolare fascino sono i musei dell’industria, come quelli della Tessitura di Łódź, del rame di Legnica o delle ferrovie a Jaworzyna Śląska. Un’autentica chicca per gli appassionati che trovano alcune decine di vagoni d’epoca e un’impressionante collezione di locomotive.

Infine i piccoli musei privati allestiti dagli appassionati. A Świdnica, per iniziaiva di Stanisław Gabryś, fabbro in pensione, è sorto il Museo delle Armi e dei Cimeli Militari con una monumentale collezione di baionette, carabine, elmetti, divise e lanciarazzi provenienti da tutto il mondo.

Le bambole, le automobiline e le costruzioni raccolte nel tempo da Henryk Tomaszewski, mitico artefice del Teatro di Pantomima di Wrocław hanno dato vita al Museo del Giocattolo di Karpacz.

Il piccolo, ma divertente Museo del Socialismo Reale di Poznań fa rivivere la visione del “saturator” il distributore di bevande nelle strade e dell’arte di comporre i discorsi politici ai tempi del passato regime.

Un museo particolare

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